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22 dicembre 2015

Perchè scrivo

E arriva il giorno che una terra per continuare a dare frutto,perché malata,sfruttata, cambia semina.
Il contadino padre della sua anima la osserva a lungo , ripercorre i tanti giorni che con lei ha vissuto sotto la pioggia,al vento,sotto il sole cocente, ed alle infinite piantine che insieme hanno salvato dalla incuria e dalla legge crudele di un mondo incapace di capire,troppo spesso... e di pestare con ferocia senza capire, a volte, altre volte, senza voler capire.
Pensa il contadino ai mille attacchi sopportati da questa terra grassa ancora e ancora ,fino ad oggi ,ed ai tanti nodi ed alle intemperie che hanno rischiato di farla morire e ricorda la sua testarda volontà d´essere ,di dare,orgogliosa del silenzio di fronte alle infamie , forte della coscienza del compito che terra lei , in quel momento,aveva per un essere.
La prende in mano il contadino questa terra ,la fa scivolare tra le sue dita aperte , ne sente forte il calore ,quel suo infinito bisogno di dire ,quella forza che da sempre l´ha vissuta, con il coraggio ,se necessario ,anche pieno di lacrime ,di rimettersi ancora in piedi ,dopo una offesa dura ,per gridare verità di terra che lavora, forte di un amore che invidia ed odio non potranno mai sconfiggere ,perché, chiaro ed umile, come solo terra vera sa essere.
Ma il contadino capisce pure che la capacità di produrre necessita,adesso, per tanti motivi, impianti di semi nuovi ,diversi,perché anche lui , contadino è stanco e non può più correre da un punto all´altro ,come prima.
Non più piante da cure continue ,massacranti ,ma alberi,stavolta, alberi forti capaci di riempire un suolo con la loro storia forte ,svariata quanto i fogli infiniti della stessa vita che si offre ancora ed ancora .
Alberi capaci di dire,di suscitare con i movimenti ed il linguaggio del loro rami, emozione all´anima illuminati sempre dalle sfaccettature poliedriche della vita stessa ,spesso pesante, dolorosa ,a volte,e ,da apprezzare,altre volte ,come gioiosa espressione di raggi di sole sui campi.
E pensa il contadino e riflette e da uomo di pace,decide , ed impianta ulivi.
Per dire, per dirsi.
Poesia di sempre per ogni cuore capace ancora di credere.
Nasce così questa lunga e sofferta storia sul Pianeta Donna ,scandita nel Tempo e nelle sfumature più profonde ,anche forti ,ma mai sciatte ,perché scritte come linguaggio e speranza per tante , tante donne viste in lacrime,per quella incapacità che avvilisce ,mortificando a volte il cuore, per non trovare la forza di esprimere se stesse , di sciogliere certi nodi di quel sapersi dire nei bisogni più profondi in un colloquio che manca troppe volte ,per paura di perdere ,su qualcosa che è fondamentale ,in un rapporto con l´uomo.
Ed allora , si soffre in silenzio ed a volte ci si chiude, inaridendosi come terra abbandonata dall´amore.Guardarsi senza arrossire del proprio sé , del proprio sentire,sapersi dare le stesse carte che si danno agli altri ,deve sapere diventare una regola aperta nella vita ,mai prevaricazione ,ma diritto di vivere si.
Donna che si dice, anche in amore ,e fino in fondo, e non è facile ,e ,sempre con l´anima che motore dirige il corpo.
Essere ed Esserci.




permalink | inviato da acquaepane il 22/12/2015 alle 14:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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