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22 dicembre 2015

Una sera di tante

Una sera di tante
Un rientro come tanti.
L´autostrada di notte aveva sempre qualcosa di diverso. Le macchine sfrecciavano silenziose mentre il gioco di luci dei fanali si intersecava con quello abbagliante dei fari che sforavano il buio, gettando macchie di colore sull´asfalto.
Giornata dura.
Accese la radio ed una musica leggera riempì delicatamente l´abitacolo della vettura .Dal vetro poteva in alto vedere le stelle. La sera serena le faceva sfavillare lucenti nel blu fondo del cielo... .le stelle! I ricordi!... Sfuggiva da tempo, i pensieri che le suscitavano , abituata ormai a tenere sotto controllo emozioni che avrebbero solo con il loro dilagare portato e riaperto vecchie ferite , rimaste cucite male dal tempo. Bisogni che non dovevano essere rimessi in discussione pena la stessa serenità tanto faticosamente costruita negli anni. E lampeggiavano, fiamme gialle di luce, i fari che, oltrepassavano veloci l´ andare morbido della sua vettura.
Rivedeva le pesanti discussioni della giornata incentrate su un alunno difficile che - diverso - poneva problemi alla classe , con quella sua infinita irrequietezza ed incapacità di attenzione stabile.
E gli insegnanti giù a lamentarsi ed i genitori a richiederne il trasferimento ad altra classe.

E lei che si rivedeva "alunna - diversa -" ed irrequieta, incompresa nel suo vagabondare per corridoi e piani di un istituto , ricerca serrata di affetti che nessuno avrebbe mai potuto leggere , ben chiusi, come vivevano nel suo essere.
E discussioni e proposte e progetti per l´alunno quasi messo all´indice , ed il suo fermo no al trasferimento.
Ed il dialogo dopo con lui , seduta su quella panca dinanzi alla sua stanza...e quegli occhi bassi che nervosi si scrutavano i piedi mentre le mani frenetiche si rosicchiavano fino a sanguinare... un imbarazzo che mai le avrebbe confessato la vera causa profonda.
E le promesse alla fine e quel ritrarsi a scatto al sollevarsi della sua mano che cercava di salutarlo con una carezza sui capelli.
Ed il viso che attraversato da un lampo di luce diversa , meravigliato , si allargava per un istante , espressione di un interrogativo silenzioso che guardingo , ascoltava con le orecchie tese un linguaggio diverso da quello a cui ormai era abituato.
E la porta della classe che si richiudeva alle sue spalle in quell´accompagnarlo in aula , estrema difesa la sua, di responsabile del servizio scolastico, autorità a protezione di una voce non ascoltata in nessun posto.

Sì , in nessun posto, perché pesante storia stava su quelle spalle di ragazzino di appena nove anni.
E cosa ancora piu´ grave nessun punto di riferimento umano , né a casa né a scuola con il continuo ricambio annuale di docenti che flagellava il rapporto alunno - insegnante.
Era andata lei stessa a parlare con la nonna che aveva la sua custodia ed il vedere quel tugurio che si chiamava casa , in quella strada dove il sole aveva dimenticato di esistere con la sua pianta di luce, le aveva ulteriormente stretto l´animo . Una nonna che nulla aveva di nonna e forse anche di donna, stanca , rabbiosa logorata da una vita che le aveva riversato addosso forse troppo dolore. E si era inasprita e le voci e gli schiaffi erano pane quotidiano ed a poco o nulla erano valse le sue parole.
Il piccolo era già stato in collegio e ne aveva cambiati diversi da quando appena nato , con una madre morta di parto ed un padre ormai in carcere per diversi anni , aveva iniziato ad essere pacco viaggiante tra istituti diversi .
E sempre più aggressivo e sempre più fughe ed istituti felici di liberarsene..
Ed aveva solo nove anni adesso e troppo spesso la sua casa diventava la strada, e scippi cominciavano a leggersi in parole che si mostravano come uomo che sapeva fare..
Ed i loro incontri scolastici sempre più frequenti .
Aveva per questo deciso di fare intervenire il colore che lui amava tanto.
E chi meglio dei ragazzi dell´Accademia di Belle Arti avrebbe potuto aiutare questi piccoli tanto difficili nel loro inserimento scolastico , ma tanto fragili nelle loro storie umane.
Non lo aveva detto ancora a scuola , ma i suoi contatti con l´Accademia della Belle Arti si stavano consolidando e quel progetto che da mesi le girava per la mente , andava prendendo sempre più forma. Il colore per vivere la gioia di sporcarsi liberamente, di tingersi , di imbrattarsi per esprimersi diversamente , per dire un vissuto senza la costrizione di una parola che ancora mortificava l´anima perché immatura e priva di forza. Il colore ed il disegno libero su storie vere o inventate , sul mercato che riempiva le ore di questi piccoli dopo l´uscita dalla scuola...di storie per liberarsi dai pesi dentro , per dire qualcosa , per avere voce in una scuola che troppo spesso diventava emarginante per loro ...si storie inventate e rappresentate .

A giorni sarebbero venuti alcuni professori e ragazzi per stilare ognuno per le proprie competenze un progetto di lavoro utile ad entrambi gli istituti scolastici ed alunni coinvolti.
Sorrise pensando alla gioia che avrebbe provato il piccolo che amava disegnare con colori molto forti e violenti e , silenziosi, le passarono in fila i visi scontrosi , bui o ridenti degli altri piccoli dei vari plessi , segnalati come alunni problematici, nell´approccio con la scuola.

Iniziava a cadere la pioggia, sbatteva sempre piu´ forte contro il vetro della macchina ed il suo pensiero la rivide piccola , alunna lei instabile , desiderosa di fare sempre altro , veloce nell´esecuzione del lavoro ed inquieta sempre.
E sempre quell´album sul banco a coprire buchi ed a parlare di lei e di un mondo che non la capiva.
Un mondo troppo stretto , un mondo che le immobilizzava il corpo per pomeriggi interi sui libri .
Ed il suo rifiuto allo studio ed i compiti non scritti e le bugie e le scoperte delle bugie ed i castighi che sempre più pesanti la offendevano, piegata in se stessa in un silenzio che non permetteva ormai a nessuno di avvicinarla.
Ed i libri ed i giornaletti comprati di nascosto dal nonno che la aiutavano a passare le lunghe ore sempre in quella odiosa stanza, che, a casa era a lei destinata per lo studio , e sempre controllata e lei sempre , da ferma che fuggiva in un mondo tutto suo , dove libri nascosti nel cassetto venivano letti , al posto di quelli aperti sulla scrivania.
E la notte a ripetere fino alla nausea brani come era stato deciso da altri che dovevano essere ripetuti , lei che amava esprimersi sempre liberamente e con paragoni ariosi.

Che strano destino la vita. Lei ragazzina , poco qualificata negli studi , dai voti che passavano senza tanto riflettere dal vecchio 8 al 4 con la stessa facilità con cui si va a bere un bicchiere d´acqua , lei ora dirigeva e decideva...
E nel suo cuore tutti , ma in particolare , i bambini ---difficili---.
Troppo dura ed indimenticabile l´esperienza di vita vissuta sulla sua stessa pelle , a suo tempo.
Fermò la macchina , spense le luci. Lla pioggia forte la investì , e lei se ne fece vestire , amava quel bagnarsi dal sapore infinito liberatorio e , per un istante si fermò, allargando leggermente le braccia mentre l´acqua le inondava il viso ...
E si sentì sicura.
Veloce traversò la strada .
Sopra era attesa.




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22 dicembre 2015

Ed improvviso il gusto di immergermi nel mondo


E senti improvviso il gusto di immergerti nel mondo.
E ti infili una giacca di lana e scendi le scale e già il portone è alle tue spalle.
Ti guardi intorno e le mille cose di sempre le vedi diverse-
Donne già con i sacchi della spesa vanno ...una frettolosa , una stanca per il peso ,una annoiata ,una che parla da sola,persa nei suoi problemi.
Pensieri tristi ,sereni ,perplessi, nervosi ,vuoti ; li vedi disegnati sui visi e ci cammini in mezzo.
Il sole , a fasce di luce , gioca con i prospetti dei palazzi e luci ed ombre si vivono senza fratture.Nella villetta ,due spazzini ,segnalati in arancione ,fermi , discutono concitati .Sorridi,forse si contendono i pezzi di appartenenza dei marciapiedi da ripulire.
E file di macchine ordinate aspettano i loro padroni.Storie diverse le loro.Ricche e superbe alcune, dimesse e sporche altre, ma tutte silenziose e pronte ad aspettare il loro riavvio.
E sbirci in piazza nella farmacia ,sempre piena ,sempre gente che soffre.
Hanno messo finalmente una panchina con tettoia alla fermata dell´autobus , dinanzi alla villetta ..
Sorridi ancora ,pensando alle mille telefonate e segnalazioni che hai fatto per raggiungere l´obiettivo.
La tenacia e la gentilezza alla fine ---hanno disarmato ...l´indifferenza.
Quatto vecchietti con i sacchi della spesa vicino ai piedi , ci si riposano.
C´e´ il mercato a due passi da "questo salotto... bene ..." di città , e tanta gente viene da lontano per risparmiare.
Sembrano pochi euro al giorno , sono tanti di risparmio a fine mese ,non è più facile far quadrare i conti con un solo stipendio in casa o pensione che spesso offende il duro lavoro di anni.
E macchine vanno veloci e cerco di immaginare in un gioco fantastico le loro mete ,dalle espressioni dei conducenti.
Arriva l´autobus è già pieno, salgono gli anziani ...dovranno restare in piedi ,rifletto.
E´ tanto l´umano che gira ed io sassolino ,in mezzo a questo grande cerchio dai confini non visibili,
ho imparato che anche il sorriso di uno sconosciuto ,a volte ,può aiutare ,anche per un solo attimo ,per la meraviglia che quasi sempre suscita in chi lo riceve....è un estraneo che sorride ...e per un attimo , devii da pensieri piu´ gravi..e chissà , che dopo non ci ritorni sopra , più fiducioso , smussandone un po´ gli angoli.
Ed ora mi immergo io ,in questo sole di settembre , ed ho una gran voglia di fermarmi ,di allargare le braccia al cielo , di guardare le nuvole sollevando il viso...e stamattina mi direi proprio..."e non ti lamentare ,sei fortunata , sei sana ,con acciacchi ,magari ipertensione ,ma sana,qui non esplodono bombe, sorridi e se puoi ,porgi una mano a chi è solo ,li vedi sempre per strada ...sono persi ,spesso fermi ad un angolo ,e guardano ...sguardo nel vuoto ,oppure viso chiuso ,seduti nella villetta a rimuginare, neri.
Non ti chiedere chi siano ,non fare commenti sui loro vestiti, sieditici accanto e così ,come per caso inizia a parlarci , anche se non ti risponderanno ,ascolteranno.
Così .. due parole ,diventano ,se saprai farlo ,un caffè e poi, forse, un sorriso ricambiato ,un credere che improvviso si risveglia.
Anche questo è un contributo alla guerra solitaria che ci affligge nell´anonimato delle città.
Un sorriso contro il disinteresse ,un sorriso contro l´odierno , terribile,----- terrorismo ..."casalingo".




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22 dicembre 2015

Perchè scrivo

E arriva il giorno che una terra per continuare a dare frutto,perché malata,sfruttata, cambia semina.
Il contadino padre della sua anima la osserva a lungo , ripercorre i tanti giorni che con lei ha vissuto sotto la pioggia,al vento,sotto il sole cocente, ed alle infinite piantine che insieme hanno salvato dalla incuria e dalla legge crudele di un mondo incapace di capire,troppo spesso... e di pestare con ferocia senza capire, a volte, altre volte, senza voler capire.
Pensa il contadino ai mille attacchi sopportati da questa terra grassa ancora e ancora ,fino ad oggi ,ed ai tanti nodi ed alle intemperie che hanno rischiato di farla morire e ricorda la sua testarda volontà d´essere ,di dare,orgogliosa del silenzio di fronte alle infamie , forte della coscienza del compito che terra lei , in quel momento,aveva per un essere.
La prende in mano il contadino questa terra ,la fa scivolare tra le sue dita aperte , ne sente forte il calore ,quel suo infinito bisogno di dire ,quella forza che da sempre l´ha vissuta, con il coraggio ,se necessario ,anche pieno di lacrime ,di rimettersi ancora in piedi ,dopo una offesa dura ,per gridare verità di terra che lavora, forte di un amore che invidia ed odio non potranno mai sconfiggere ,perché, chiaro ed umile, come solo terra vera sa essere.
Ma il contadino capisce pure che la capacità di produrre necessita,adesso, per tanti motivi, impianti di semi nuovi ,diversi,perché anche lui , contadino è stanco e non può più correre da un punto all´altro ,come prima.
Non più piante da cure continue ,massacranti ,ma alberi,stavolta, alberi forti capaci di riempire un suolo con la loro storia forte ,svariata quanto i fogli infiniti della stessa vita che si offre ancora ed ancora .
Alberi capaci di dire,di suscitare con i movimenti ed il linguaggio del loro rami, emozione all´anima illuminati sempre dalle sfaccettature poliedriche della vita stessa ,spesso pesante, dolorosa ,a volte,e ,da apprezzare,altre volte ,come gioiosa espressione di raggi di sole sui campi.
E pensa il contadino e riflette e da uomo di pace,decide , ed impianta ulivi.
Per dire, per dirsi.
Poesia di sempre per ogni cuore capace ancora di credere.
Nasce così questa lunga e sofferta storia sul Pianeta Donna ,scandita nel Tempo e nelle sfumature più profonde ,anche forti ,ma mai sciatte ,perché scritte come linguaggio e speranza per tante , tante donne viste in lacrime,per quella incapacità che avvilisce ,mortificando a volte il cuore, per non trovare la forza di esprimere se stesse , di sciogliere certi nodi di quel sapersi dire nei bisogni più profondi in un colloquio che manca troppe volte ,per paura di perdere ,su qualcosa che è fondamentale ,in un rapporto con l´uomo.
Ed allora , si soffre in silenzio ed a volte ci si chiude, inaridendosi come terra abbandonata dall´amore.Guardarsi senza arrossire del proprio sé , del proprio sentire,sapersi dare le stesse carte che si danno agli altri ,deve sapere diventare una regola aperta nella vita ,mai prevaricazione ,ma diritto di vivere si.
Donna che si dice, anche in amore ,e fino in fondo, e non è facile ,e ,sempre con l´anima che motore dirige il corpo.
Essere ed Esserci.




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22 dicembre 2015

Le piccole cose del quotidiano

Continuiamo a fare le piccole cose di ogni giorno senza mai pensare al posto
che le stesse occupano nella nostra storia, procurandoci negli anni, con quel
loro ripetersi quotidiano,un po’ del senso di sicurezza, di cui ognuno di noi
abbisogna nella vita. Sono abitudini che a poco a poco fanno casa dentro; sono
gesti,visi, dialoghi,oggetti, incontri,come quell’andare spesso al mercato,quel
viversi senza accorgersene a volte, i colori, il vocio, i rituali,i personaggi
caratteristici che vi si incontrano, venditori o compratori,… la farmacia, i
tabacchi, il bar con quel suo particolare buon caffè mattutino o pomeridiano,e
tanto di altro semplice e vario che ci riempie quotidianamente le giornate.
Spesso non ce ne accorgiamo nemmeno, presi dal lavoro, dal tempo che veloce ci
corre sempre appresso, ma loro ,le piccole cose, non si lamentano mai delle
nostre distrazioni, sanno di essere ormai, scatti fissi nella stessa memoria
nostra,e quel ripeterli inconsciamente dona sicurezza, tranquillità a volte,
come l’abbandonarsi dentro una vasca d’acqua calda la sera, prima di dormire.

Te ne accorgi di quel loro esistere ,spesso, quando dopo un anno di lavoro,,
stacchi,allontanandoti dai tuoi luoghi quotidiani con quasi un senso di
liberazione. Ed è così all’inizio, ma poi ,con il passare delle settimane, ad
un certo punto, lentamente, affiora impercettibile prima,la loro mancanza.

Un giorno ,poi, con l’andare d’anni, lo tocchi con mano il loro ruolo ,il peso
avuto nella tua stessa vita,le senti care queste piccole grandi cose,le
riosservi con affetto, le conti quasi, sorridendo quando una di loro,
dimenticata, ti riaffiora alla memoria,e sereno, ti ce ne avvolgi dentro,grato
alla fine di quel loro silenzioso averti dato sempre tanto.

La barca mia
E’ il porsi obiettivi nella vita, il cercare di realizzarli, che rende forte
negli anni.
Gli ostacoli improvvisi,le cadute, quel sapersi rialzare senza più forze a
volte, lentamente diventano esperienza che costruisce ,forza che ridà senso quando
tutto sembra diventare inutile.
E’ nell’ascolto di se stessi e degli altri, poi, la chiave per non perdere l’umanità
che ci distingue, oso dire il segreto dello stesso vivere,quel darsi e dare empatia,
sostegno,distinguo, e sempre con umiltà ma anche con fermezza se occorre.
Ed ancora, il non perdere mai la capacità di sapersi fermare dentro al
silenzio della natura amica, quando confusione e dubbi, fanno perdere le giuste dimensioni ai
problemi.
E’ nel silenzio che si ritrova se stessi dopo la salita aspra che ha fiaccato corpo e spirito.
Oggi guardo ai miei anni, alla mia storia, ai miei errori,a tutti i forti
alberi d’ulivo impiantati per la via, e, temprata albero d’ ulivo anch’io, so di dovermi dire sempre,
senza mai scordarlo, nel momento buio…”Dai, oggi è già passato, domani ricomincerai ancora ,
rivedrai il tutto, troverai una soluzione più equa e chissà che la forza stessa della vita, non faccia sorgere nella
nuova alba, anche per te, il sole”.




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22 dicembre 2015

Notte di Natale


Salirò su bianche nuvole stanotte
raccoglierò le stelle per ogni uomo
le stringerò sul mio cuore al caldo
Ci dipingerò i desideri dei bambini
la sofferenza di chi è solo
il sapore amaro di chi manca ancora di cibo e d’acqua
la tristezza di un mondo ricco e cieco
che lascia morire senza semplici medicine i poveri

Avranno addosso tutti i colori di una Pace guerriera d’amore
contro i corsi e ricorsi di una Storia che si giustifica così nel tempo
Risplenderanno a monito della saggezza dei semplici
del calore di chi ha imparato a donare senza nulla chiedere
della prudenza di un potere nuovo contro quello di chi offende l’umanità intera

Saranno fiere le stelle per il compito da indicare agli uomini

Delicatamente poi
Le riappenderò una ad una nel cielo
guida per ogni anima che va nella notte buia
speranza per chi passerà anche questo Natale nelle trincee
tra bombe ed aridi deserti in nome di una guerra senza senso

Respireranno libere le emozioni
fuoco d’amore scivolerà dal cielo
ed occhi in alto,ogni uomo muto rileggerà in silenzio il suo divenire puro

Rifletterà l’uomo , si rifletterà… è notte di Natale!





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22 dicembre 2015

Buon Natale a tutti voi!...francesca irene





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22 dicembre 2015

Gesù

 

Il pianto dell’uomo è pioggia senza fine, Dio
dolore ubriaco che passa e ripassa senza venire mai a capo
E’ albero che chiede fronde
arsura di vita
che nessuno ascolta
Il pianto dell’uomo
è amore per le ferite che arrossano di sangue ogni strada
dolore di sogni piccoli ed umani continuamente dilaniati

E la mente chiusa in gabbia urla, Dio

Cibo, Dio
Un letto, Dio
Libertà, Dio

Contro…

La cecità d’un mondo
che fa saltare in aria i bimbi con le bombe

Preghiera umile che chiede luce a Te, Dio
che hai sofferto ferite in questa terra

Speranza infinita 
Padre che piangi amando

Serrati all’anima
Ti chiediamo uno strappo

Risveglio d'ascolto…

Per chi rifiuta di vedere
Per chi non sente più
Per chi ha potere

Per loro
Solo per loro
Dio!

Ascolto...




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