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Seila


Il tuo viso è muto
le tue labbra mordono finalmente il pane

mangi mentre osservi
luoghi sconosciuti
gente sconosciuta
sei sola

I tuoi occhi scuri e gonfi
chiedono perchè
in un silenzio pieno di paure

Alle spalle senti ancora 
il rumoreggiare del mare
i suoi mormorii cupi 
e quel barcone triste 
pieno di gente in lacrime

Mordi il pane 
Il tuo vestito strappato grida dolore
bisogni ricatti atrocità

nel tuo cuore
il mondo è lontano
legato ad un'isola 
a sorrisi
a mani ancora troppo care

Ma tu 
non sai dire

Mangi il pane finalmente
in una terra sconosciuta

E il tramonto invade il tuo cuore
ma tu non sai dire

E le manine sole 
si stringono ferite
attorno a quell'unico
sicuro mondo tuo
Il pane.

irene pizzimenti.







Pubblicato il 17/11/2015 alle 18.18 nella rubrica Diario.

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