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Hai diviso con me
la mia semplice vita.
Hai diviso con me
le mie sofferenze.
E io? Ingrato.
Non ho saputo cogliere per te
fiori odorosi;
non ho saputo vedere
coi tuoi occhi vaghi
le cose più belle;
non ho saputo ascoltare
con le tue orecchie
le tue parole.
Tu, forte eppur fragile creatura
violentata e indurita
da ottusa e oscura cultura
e infine delusa
hai maturato il tuo tempo
avendo poco di ciò che speravi
nel continuo travaglio
di una vita vuota e perduta.
La mia vita
è piena di te.
Ma è tardi ormai mia adorata.
Or che si fa buio
non posso più darti
quel che avrei dovuto
quando potevo.



Angelo Maria Campione



QUelli come noi 


Pubblicato il 30/1/2006 alle 1.12 nella rubrica poesie di chi è andato via.

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